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MOSTRA UNDERGROUND

dal 16 Aprile 2011 al 29 Aprile 2011 - Segnalato da SOQQUADRO_01
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info:
DURATA: dal 16 al 29 aprile 2011
INAUGURAZIONE: sabato 16 aprile18.30
ORARI: dal martedì al sabato 16.00-19.30
LUOGO: Galleria Gard, Via dei Conciatori 3/i, Roma (zona Piramide)
CURATRICI: Mara Valente e Marina Zatta
INFO: tel. 06.5759475, cell. 333.7330045
@mail: soqquadro@interfree.it http://www.soqquadro.eu

“Gard” GARD, Galleria Arte Roma Design, nasce nel 1995, con la funzione di editore, promotore, produttore e diffusore di opere di arte e design di artisti e designer emergenti. Nel tempo le sono stati riconosciuti contenuti di particolare creatività e fantasia sia dalle Istituzioni Pubbliche sia dai media che hanno seguito sempre con grande interesse l’evoluzione della Galleria che oggi è diventata un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti, diventando un punto di raccordo e sperimentazione. Negli anni, numerosi personaggi già consacrati del mondo della pittura, della poesia, del teatro e del cinema, si sono avvicinati alla Galleria collaborando con il suo staff in numerose iniziative.

Soqquadro dedica questa mostra alla metropoli, alla città vista non solo come antagonista della natura, ma anche come espressione del vivere umano moderno, una visione poetica della città e non solo denigratoria. Strade, metropolitane, grattacieli, autobus, traffico, smog, visti non unicamente come manifestazioni dell’uomo ‘contro’ la natura ma anche dell’individuo moderno che crea il suo habitat. La globalizzazione economico-culturale e gli stravolgimenti geopolitici hanno causato trasformazioni a livello mondiale, incidendo anche sugli assetti locali, delle piccole realtà, in cui la espansione omologante, paradossalmente, ha condotto a far emergere nuove specificità: nel theatrum urbano in fibrillante evoluzione i segnali del cambiamento stanno modellando nuove forme e percezioni, sovrapposte a quelle preesistenti. Le metropoli contemporanee raccontate attraverso gli occhi di coloro che le abitano, artisti ma anche cittadini di mondi underground tutti ancora da scoprire, nelle quali luoghi, rumori, persone, colori sono in eterna evoluzione...
L’intento della mostra è quello di aprire uno squarcio su queste recenti realtà quotidiane, per esplorarne i nuovi confini ed espressioni; una proposta di analisi positiva e non il consueto atto d'accusa nei confronti della metropoli aberrante, ma soprattutto un gesto poetico rivolto all’affascinante concretezza della ‘città’ contemporanea.

Andrea Bancone nasce a Roma il 21 Gennaio 1989 da sempre con la passione per le più svariate forme d’arte e di creazione incomincia col disegno per poi passare alla fotografia cercando sempre di catturare il momento in una maniera che più riesca ad esprimere quello che il momento stesso gli trasmette per poi renderlo a chiunque sia in grado di recepirlo.

Francesco Carta, giovane artista affascinato da ogni tipo di supporto cartaceo utilizza strappi di giornali, riviste di moda, vecchi quotidiani che poi tratta ed elabora invecchiandoli, stropicciandoli colorandoli, ritagliandoli fino a farli rinascere, ricchi di nuova intensità. Colpiscono la scelta dei soggetti, primi piani maschili e femminili, e l’accostamento dei colori nonché le scritte enigmatiche, in una costante ricerca grafica tra gusto e libertà espressiva.Vari formati e vari supporti, legno, tela, carta, cartone altamente decorativi rivelano una passione innata, un gusto ricercato abbinato ad un gesto semplice sublimato in composizioni originali.

Duilio Cau Un passato e un presente da comunicatore, dalla pubblicità alla corporate identity, come strategic planner e come creativo. Un recente presente e un futuro artistico, la fotografia digitale come punto di partenza. Il resto è … vita, nato nel 1960 in Brianza, un figlio e ascendenze bergamasche, sarde e svizzere tedesche. Ha cominciato a lavorare sul tema “ombre di luce” (cercando atmosfere hopperiane in fotografia). Poi è stato attratto dal “fotografare la fotografia” ricontestualizzandola continuamente. Oggi introduce verbalità fotografando l’istante del luogo. Del suo lavoro di comunicatore apprezza il poter essere libero, dell’arte l’esserlo veramente.

Michele Coccioli Il viaggio è di per sé un sogno, richiede l’immaginazione di un “prima” fatto di aspettative ed entusiasmi e di un “dopo” del ricordo. Ecco allora che la memoria seleziona le immagini; le città sognate diventano, a furia di crederci, una realtà concreta. Impressioni, suoni e colori si fondono in atmosfere surreali. I luoghi si colorano di palazzi, di mercati, di piazze, di gallerie, di strade, di ritmi e desideri. Il paesaggio urbano diventa architettura di sentimenti e memorie, figure e forze, fantasie e pensieri.

Per Micael Dellecaccie il decollage rappresenta un modo di protestare contro una società che ha perduto il gusto delle trasformazioni favolose. La maggior parte della nostra vita è basata sul consumismo, l’azione lacerante e gli strappi vogliono rappresentare una forma di protesta contro esso. Nell’opera Ludus ho voluto rappresentare attraverso immagini di videogame il sottile confine che separa i fatti dalla realtà. Un mondo virtuale e fittizio con cui ci troviamo ad avere a che fare tutti i giorni, come se quotidianamente avessimo a che fare con un videogame. Nell’opera D.J.H.J. attraverso varie e differenti immagini ho cercato di creare un decollage di forte impatto visivo. Ho unito e strappato un mix di immagini, di volti e oggetti come fa un dj con le sue canzoni.

Silvio Gatto è appassionato di architettura, fotografia e pittura, ama l’arte in tutte le sue espressioni. Da dieci anni circa si dedica alla realizzazione di opere pittoriche principalmente su supporti di tela, realizzate con colori acrilici, mettendo in risalto la matericità dell’opera e puntando ad una continua ricerca di nuovi materiali e tecniche di realizzazione per la sua arte. Amante della fotografia, intesa come arte, preferisce immagini in bianco e nero con l’esaltazione a colori degli elementi caratterizzanti l’opera. Predilige gli scatti realizzati durante i suoi viaggi, con lo scopo di immortalare attimi di vita quotidiana.

Grys (Cinzia Grisorio) Nonostante il buio intorno, nonostante tutto intorno, vedo ancora un pezzo di cielo, ancora un pezzo di mare... L’opera presentata in questa mostra racconta una città violata dalla brutalità degli uomini

Mattheus Kostner inventa un nuovo procedimento tecnico e rivoluziona l’idea del “ricordo” per il quale si affida il compito alle fotografie. Così, tra il 2006 e il 2010, l’artista richiede a diversi turisti la sequenza di scatti realizzati in occasione di una vacanza nella cittadina di Salzburg e constata inoltre, come nessuno di questi dimentichi di immortalare se stesso davanti alla casa natale di W.A. Mozart. L’idea che ne consegue è stratificare tutte le foto sullo stesso piano cartaceo, ma ponendo sempre per ultima proprio quella con l’artefice degli scatti e l’abitazione del grande musicista settecentesco. Il confronto che ne deriva non è sull’identificazione degli autori e sulle loro connotazioni personali, ma sulle cromie e sui gradi dissimili di luminosità che ogni riquadro riassume in sé. Testo di Danila Serafini.
Alberto Lardizzone La serie "No Sky In My Mind" rielabora il paesaggio urbano per analizzare il legame tra l'Uomo ed i luoghi che egli abita. Le surreali scene di architettura, iterative e fantastiche, sono metafora del tempo dell'Uomo d'oggi che, vivendo in maniera vorticosa e frenetica, sempre più spesso perde di vista la via che dovrebbe essere indicata dai propri valori.
La metafora tra Uomo e città si concretizza proprio in questa "impossibilità del cielo", simbolo, quest'ultimo, degli ideali dell'Uomo.
Nei lavori di Alessia Magliaro, ci si ritrova in un mondo parallelo, dove i colori, che sono i veri protagonisti, vivono di accostamenti arditi e del continuo mutare di linee e forme cha appaiono come sospese nel tempo, ma mai abbandonate al caso.
Luigi Meregalli in Un giorno di pioggia in città, la giornata di pioggia fa aumentare il grigiore, si perdono i profili dei grattaceli, le persone non sono ben distinte, camminando sui marciapiedi sono quasi irriconoscibili. L’autore ha voluto abbassare lo sguardo, focalizzando le sole sagome mobili riflesse sul marciapiede bagnato. La tecnica è fluida, l’acquerello permette queste trasparenze mettendo in risalto le sagome scure del riflesso. In Percorsi riflessi ci mostra uno spazio urbano, un marciapiede, dove la gente tutti i giorni cammina frenetica, osservando il ritmo dei passi delle persone ci si accorge che non sono uguali. In quest’opera il passo saltellante del ragazzo rappresentato con le scarpe da tennis, è in contrasto con il passo pesante, un passo sofferto del vecchio che aiutandosi col bastone quasi si trascina le grosse scarpe. È evidente in poco spazio la divergenza tra le due generazioni.

Per Valeria Micara l’opera esposta è un 'immagine "fantastica" della città e della sua espansione che viene a formare dei paesaggi architettonici in cui si perde la distinzione tra naturale e artificiale, in cui una cattedrale assume le forme di un corpo celeste e il tessuto urbano si estende a dismisura senza soluzione di continuità.

Margherita Premuroso è nata a Carate Brianza il 20 Novembre 1983, dopo aver concluso gli studi artistici a Monza, si diploma all'Istituto Europei di Design di Milano in Illustrazione e Animazione.
Inizia nel 2005 a lavorare come concept designer e successivamente come direttore artistico presso Playstos Entertainment. Dal 2008 collabora con le maggiori case di animazione e comunicazione in Europa come freelance. Nel 2010 si trasferisce a Londra per seguire progetti Video e Motion Graphic per case di Videogiochi e pubblicità. Nel 2011 apre InkyMind uno studio di produzione di animazione con sede a Milano svolgendo il ruolo di direttore artistico. Attualmente lavora su Cortometraggi e video di animazione
Wally Romeo narra sé stesso e il suo lavoro in questo modo: “mi affascinano i colori brillanti e vibranti, le vedute di scorcio, soggetti che fuoriescono dalla tela, e lasciare il resto all’immaginazione di chi lo sta osservando”.
Alessandra Zarlottin ha lavorato durante il suo percorso di studi presso la Fondazione Italiana per la Fotografia di Torino, dove ha intrapreso il suo itinerario di conoscenza e sperimentazione della tecnica fotografica. Tale esperienza le ha trasmesso una visione del medium interpretato come linguaggio e come mezzo di comunicazione diretta con il mondo. La fotografia rappresenta il modo in cui riesce a guardare la realtà e a confrontarsi con essa, esprimendo una personale visione delle cose. Ogni singolo scatto è il risultato di ciò che percepisce, e di ciò che cattura il suo sguardo con estrema intensità; un particolare, un taglio che coglie il trascorrere del tempo e che, spesso, corre oltre l’apparenza del concreto.

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