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Graphofeel presenta i Giardini di superman di Danile Porcelli

il 11 Febbraio 2011 - Segnalato da superman
|

info:
Libreria Gocce di Inchiostro, 11 febbraio, ore 18.30
Via Agostino Bertani, 11 – Roma
ingresso gratuito

Il racconto semplice, ironico e commovente, di un ragazzino goffo e irresistibile alle prese con la famiglia, la scuola, l’amicizia, che trova nel baseball la motivazione per uscire dal suo guscio e affrontare la vita. Il giardino di superman, di Daniele Porcella, è tutto questo, e molto di più: è infatti anche la storia di come il dolore possa irrompere all’improvviso nella vita ciascuno, cambiando il corso delle cose e portando il protagonista a una rapida e improvvisa maturazione. Un romanzo di formazione e una dichiarazione d’amore per il baseball, un affresco della provincia italiana degli anni Settanta emozionante e autentico, un libro da leggere per il piacere di ritrovare il ragazzino nascosto in ciascuno di noi.

Edito dalla giovane Casa Editrice Graphofeel, il romanzo verrà presentato al pubblico e alla stampa l’11 febbraio 2011, presso la Libreria Gocce di Inchiostro, in un incontro in cui interverranno Daniele Porcella, Guido Barlozzetti (RAI), Massimo Penteriani e Mario Bellina. Un’occasione per conoscere da vicino l’autore, per godere direttamente di alcuni estratti del libro, affidati alla vivace lettura di Mario Bellina e scoprire le prime fatiche di una casa editrice che, attiva da pochi mesi, sta già affermandosi con la sua proposta ricca e originale, dando spazio a pubblicazioni fresche ma intelligenti, in grado di portare all’attenzione del lettore argomenti e aspetti inconsueti non solo dell’Italia.

In cantiere, oltre ad alcuni romanzi, anche una collana tutta da scoprire, Code di Volpe, che vede ripubblicati i maggiori successi della letteratura italiana anni Venti e Trenta, e un volume sulla storia d’Italia dell’ultimo secolo dal titolo Cantiere Italia di Mario Pacelli.

Intanto il prossimo appuntamento è l’11 febbraio, alle 18.30 con Daniele Porcella e Il giardino di superman, presso la Libreria Gocce di Inchiostro, Via Agostino Bertani, 11 – Roma. Ingresso libero.

Tutte le pubblicazioni sono già acquistabili online.
Per info:www.graphofeel.com

Daniele Porcella vive e lavora a Roma. Il giardino di superman è il suo primo romanzo.


Ufficio Stampa
MARIA PUNZO
maria.punzo@ymail.com

Il giardino di superman (Daniele Porcella – Ed. Graphofeel)

Intervista all’autore


Daniele, ne Il giardino di superman racconti la vita quotidiana di un ragazzino, Danny, nella provincia italiana negli anni 70. In cosa Danny è uguale e in cosa è diverso da un ragazzino di oggi che vive in una grande città?

Il mondo è talmente cambiato che sembra quasi impossibile fare un confronto.
La quantità di informazioni che aveva a disposizione un ragazzino degli anni 70 era infinitesimale rispetto a quella di oggi. Il mondo al di fuori della provincia corrispondeva più ad costruzione fantastica che non alla realtà.
Per esempio l’America era un incrocio tra quello che raccontavano i parenti emigrati, i film, i libri e la musica. Eravamo, a nostro modo, dei piccoli Salgari, uno scrittore che ha ricostruito minuziosamente i Caraibi o la Malesia senza mai muoversi da Torino.
Negli anni 70 un ragazzino immaginava un futuro popolato di astronavi, robot e viaggi spaziali. Poi invece è nato Internet, con tutto quello che ne è derivato, e il mondo è diventato improvvisamente più piccolo e reale rispetto a quarant’anni fa. Con vantaggi e svantaggi, ovviamente.
I ragazzi di oggi comprano i voli low cost on line, se gli serve un’informazione la cercano su wikipedia e sono costantemente in comunicazione con i loro coetanei attraverso facebook o messenger.
Però ascoltano anche la musica, leggono i libri, viaggiano, studiano, vanno al cinema, giocano, si innamorano. Insomma se tutto è cambiato, quello che è rimasto uguale è il desiderio di conoscere, di fare, magari anche di ribellarsi e di incazzarsi con la generazione che li ha preceduti perché gli sta consegnando un mondo peggiore di quello che ha ricevuto. E perché, in un delirio farmacologico/chirurgico di immortalità, pretende di essere sempre giovane, relegando i figli ad un ruolo di eterni “ragazzini”.

Chi è superman nel tuo libro?

Il superman del libro è quello che il ragazzino/narratore vorrebbe essere: un ragazzo felice e sicuro di sé, che non prende le note a scuola, gioca bene a baseball e che si adatta ad ogni situazione. Al contrario del protagonista che qualche problemino ce l’ha.

Quando hai scritto Il giardino di superman sei partito con l’idea di scrivere un romanzo di formazione ?

No, non mi sono seduto al tavolino e ho detto: “adesso scrivo un bel romanzo di formazione come Salinger o Dylan Thomas o Murakami”, anche perché non ho certo la pretesa di accostarmi a questo mostri sacri della letteratura. Non credo che il romanzo di formazione possa essere considerato un genere, come il poliziesco o la fantascienza per esempio, ma se il protagonista del tuo romanzo ha quattordici anni, è difficile che non sia anche un romanzo di formazione. Consideriamo per esempio L’isola del tesoro di Stevenson, è probabilmente letteratura di genere, avventura per ragazzi, però è soprattutto uno straordinario romanzo di formazione.

Hai in preparazione un nuovo romanzo? Di che si tratta?

Più che un nuovo romanzo, vorrei finire quello a cui lavoro da molti anni e del quale non sono ancora soddisfatto. Potrebbe essere catalogato come giallo storico demenziale, se esistesse un genere simile. E vorrei anche finire un romanzo giallo a quattro mani sul mondo della televisione che ho iniziato a scrivere con una mia amica. Insomma, anche se non sono più un ragazzino come Danny, i progetti non mi mancano…

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