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InsideOut - Finissage

il 26 Febbraio 2010 - Segnalato da Veronica D'Auria
|

info:
Da ven 12 a ven 26 Febbraio 2010
Finissage (26/02/'10) ore 18:00
Orari di apertura: venerdì, sabato, domenica
ore 16:30-18:30

C.A.R.M.A., Casa dei Popoli , Viale Irpinia n.50, Roma
E-mail: ass.carma@gmail.com carma.qblog.it

Ufficio Stampa: Veronica D’Auria: 349 2304021, veronica.dauria@gmail.com
Frine Beba Favaloro: 349 1753657, frinebeba@gmail.com

InsideOut - Finissage C.A.R.M.A.
Centro d’Arti e Ricerche Multimediali Applicate

"InsideOut"

-FINISSAGE-

Mostra-evento di Arti Multimediali Cina/Italia

A cura di Mariagrazia Costantino, Veronica D’Auria, Frine Beba Favaloro

26 febbraio 2010

Casa dei Popoli

In occasione del Chunjie, il Capodanno cinese festeggiato quest'anno il 14 febbraio, C.A.R.M.A. (Centro d'Arti e Ricerche Multimediali Applicate) e Istituto Confucio Sapienza Università di Roma presentano InsideOut, mostra-evento di Arti Multimediali sino-italiane.
Ospitato nello spazio intraculturale della Casa dei Popoli, InsideOut costruisce e offre al pubblico romano un ponte ideale tra Cina e Italia, passato e presente, culture tradizionali e tensioni contemporanee, in un incontro fondato sulla molteplicità delle visioni, sul rispetto, sul riconoscimento e sul dialogo tra percezioni differenti.
Il nucleo dell'evento sarà costituito dall'esposizione delle opere di due videoartisti: il cinese Zhang Peili, maestro e pioniere della videoarte cinese, già Direttore del New Media Department della China Academy of Fine Arts di Hangzhou, e l'italiano Lino Strangis, giovane e promettente artista, già apprezzato dalla critica di settore e autore di diverse opere riguardanti la Cina.
Un accostamento generatore di notevoli stratificazioni di senso, che non si limita a una mera raccolta di opere a tema Cina: al di là del dialogo diretto con questa immensa realtà, per entrambi gli artisti l'incontro diviene un punto di partenza per ulteriori e importanti riflessioni riguardo alcuni degli aspetti fondamentali della nostra epoca.
Le due visioni, altrettanto profonde, sono altresì complementari. Lo sguardo di Strangis si sviluppa “da lontano”: l'autore, mai stato in Cina, lavora infatti a partire da materiale preesistente, mediatico e mediato, costruendo e proponendo così un viaggio/sogno; Zhang ci mostra invece una Cina osservata “da vicino” e vissuta. Due punti di vista diversi, dunque, ma idealmente accomunati da un fondamentale interrogativo: “Di cosa parliamo quando parliamo di Cina, oggi?”
Da un lato, Strangis affronta il quesito confrontandosi con un reale contingente e, se vogliamo, sovranazionale, quello degli organi e delle modalità di informazione odierni; dall'altro si dichiara “estremamente affascinato dalle filosofie e dalle estetiche cinesi” e finisce per andare a dialogare con concetti più assoluti come “l'essenza della verità ed i limiti della conoscenza umana.”
Similmente, Zhang opera osservazioni di realtà contingenti (come l’industria nel tardo capitalismo, ovvero in una nuova fase corporativistica e transnazionale dell’economia) e riflessioni più ampie e atemporali, che partendo da scene apparentemente “tipiche” o “tipicamente cinesi” finiscono per suggerirci spazi e tempi dai confini impalpabili e dai contenuti universalmente validi, pur rimanendo “intrinsecamente cinesi”: dinanzi ad essi lo spettatore occupa una posizione di metafisico distacco, in una condizione contemplativa che oltrepassa le categorie e conduce alla comprensione che l’essere umano è un evento come la pioggia, il vento e il lampo, ma non può che occupare una sfera diversa e parallela.
Le opere esposte quindi “sono, al di là di soggetti, spunti, argomenti, interessi ed esistenze specifiche, il frutto di una preponderante esigenza di confronto e verità, in un'epoca in cui se vedere significa credere è davvero troppo facile credere di conoscere”. [Strangis, n.d.r.]
A completamento ideale delle videoinstallazioni, il progetto propone diverse performance musicali:
VERNISSAGE concerto di musica classica cinese per pipa eseguito da Xu Liping, un'esecuzione di Opera di Pechino da parte di Ji Chaolin
FINISSAGE performance sonora di genere sperimentale realizzata dal gruppo Stereocilia Project in collaborazione con Ji Chaolin che rielabora in chiave elettronica, e quindi prettamente odierna, suoni e suggestione dell'antica tradizione cinese..

L'evento è stato realizzato con il sostegno dell'Istituto Confucio Sapienza Università di Roma e dell'Associazione Generale Comunità Cinese di Wencheng in Italia del Sud, e con il patrocinio della Fondazione Italia Cina e del MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell'Università di Roma Sapienza.

Da ven 12 a ven 26 Febbraio 2010
Finissage (26/02/'10) ore 18:00
Orari di apertura: venerdì, sabato, domenica
ore 16:30-18:30

C.A.R.M.A., Casa dei Popoli , Viale Irpinia n.50, Roma
E-mail: ass.carma@gmail.com carma.qblog.it

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