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Oliviero Beha presenta

il 19 Febbraio 2010 - Segnalato da Libreria L'Argonauta
|

info:
Venerdi 19 FEBBRAIO, alle ORE 19.00
presso la LIBRERIA L'ARGONAUTA - LIBRI PER VIAGGIARE
OLIVIERO BEHA e GIANNI PERRELLI
presentano "EROS TERMINAL", ed. Garzanti
Libreria L'Argonauta - Libri per Viaggiare
Via Reggio Emilia, 89 00198 Roma
Tel. 06.8543443
www.librerialargonauta.com
info@librerialargonauta.com
INGRESSO LIBERO

IL 19 FEBBRAIO, ALLE ORE 19.00

OLIVIERO BEHA e GIANNI PERRELLI

presentano

Eros Terminal

ed. Garzanti


L’uomo senza nome, l’Innominato protagonista di questa storia, è sempre stato un uomo piacevole, anche oltre la soglia della maturità.
Si è affidato a questa inafferrabile qualità della «piacevolezza» anche linguistica senza spigoli né contorni nel suo fortunato lavoro di pubbliche relazioni, e soprattutto nel suo rapporto con le donne.
Una sorta di seduttore seriale, naturale e pressoché involontario. O forse un esploratore compulsivo di tutte le possibilità di eros, affidato a una leggerezza compiaciuta che lo allontani dal confronto con i buchi neri dell’esistenza e in definitiva da thanatos, la morte.
L’avvento della Grande Recessione al suo esterno, e quella bestia insieme feroce e gentile dell’età dentro di lui, non hanno affatto cambiato il suo comportamento, e tuttavia sembrano pretendere da questo «eroe postmoderno» una diversa consapevolezza. In un paesaggio da Blade Runner aggiornato e assediato dai replicanti di un’umanità svuotata, è come se la storia avesse fatto una inversione a U, o forse una semplice conversione, anche se la direzione resta incerta: perché il mondo si è fatto più brutto, più lento, più povero, più violento. Insomma, sempre più squilibrato, con i ricchi sempre più ricchi, asserragliati nei Quartieri Alti, e i miseri sempre più miseri, mentre l’acqua inizia a scarseggiare.
In questa guerra civile permanente ma ancora strisciante, conseguenza estrema del denaro che tutto compra e tutto annichilisce, «l’eroe senza nome» avrà due missioni, forse coincidenti: da un lato indagare davvero fino in fondo, a partire da sé stesso, il rapporto tra sesso e comunicazione, tra sesso e potere; dall’altro un misterioso incarico che riguarda proprio la crisi idrica.
Quello che lancia Oliviero Beha in Eros Terminal, nell’avventura psicologica e nella «fantascienza esistenziale» di ognuno di noi, è uno sguardo lucidissimo, affilato e compresso dall’autoironia sul nostro futuro prossimo. Un futuro interiore/anteriore talmente vicino da potersi scambiare per il nostro presente.

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