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Le città dipinte

dal 08 Novembre 2008 al 09 Novembre 2008 - Segnalato da Cristina Madini
|

info:
Galleria RossoCinabro
Piazza Mazzini, 6
Palombara Sabina (RM)
ingresso libero
h 10.00-17.00
vernice sab 8 nov h 12.00
a cura di Cristina Madini
organizzazione e promozione RossoCinabro

‘Le città dipinte’ è il titolo della mostra curata da Cristina Madini presentata nella sua Galleria di Palombara Sabina: una nuova tappa del progetto RossoCinabro sta costruendo in collaborazione con artisti emergenti provenienti da ogni parte d’Italia. Nei quadri esposti protagoniste sono le città, con i suoi monumenti e con gli angoli più caratteristici, i suoi interni e il suo frenetico vivere quotidiano, dipinte da lontano, da vicino, dall’alto e dalle viscere, affinché lo sguardo non sia mai fermo, mai univoco.  Opere di:
Tiziana Befani , Infinita Gatto, Andreina Guerrieri, Cristina Madini, Stefano Raffaelli, Patrizia Ricca.

Tiziana Befani Nasce a Roma nel 1960, dove vive e lavora. Allieva del Maestro Gino Marotta, all’Accademia di Belle Arti di Roma. Da 20 anni si occupa di pittura e di grafica editoriale, pubblicitaria e web.
“I quadri di Tiziana Befani sono ... luoghi ove tutto accade. O, più da presso alla suggestione dei dipinti, ove tutto è accaduto. Poiché certa immobilità dell'atmosfera; certa immobilità, ancora, degli stessi animali, concepiti come sorta di monumenti di sé stessi; certa emblematica presenza, altresì, di elementi architettonici a formulare singolari sinergie con altri, indubitabilmente naturali: in una condizione, tuttavia, talmente composita da renderci in una situazione d¹attesa; non fa che offrire la sensazione di un effetto pietrificato ed allarmante. Come se ogni cosa fosse osservata in seguito alla catastrofe. Quel che si vede, dunque, è ciò che rimane al di là della rovina.  Ma è, pure e non di meno, l’evocazione d’una possibile rinascita.  Una specie, perciò, di microcosmo autosufficiente. Impressione che, oltretutto, si trae per l'uso ripetuto d’una figurale terminologia simbolica, la quale finisce per assumere carattere forte ...
Al di là di ciò, ci sembra in particolar modo interessante anche indicare certo metodo di narrazione della pittrice. Ella, infatti, parte da un'immagine complessa in cui si riconosce una summa di elementi che sembrerebbero non avere relazione reciproca. Elementi, animali, forme significanti, architetture ed oggetti che, analizzati per il loro significato ed osservati nell'insieme di quel contesto, proprio determinano ed accentuano dei riferimenti inquietanti ed estranianti. ... Icone che si constatano a tal punto compiute, da non lasciar supporre una loro casualità; meglio rispondendo ad un progetto. Quel che preme è, comunque, certo impatto e suggestione visiva che pittoricamente si coniuga in accezione sapiente. La Befani, infatti, non nasconde le sue rinascimentali memorie; non fa mistero, come gli antichi, di procedere per velature; e neppure attenua la concezione dei traslati”. Domenico Guzzi


Infinita Gatto è nata a Bingen città della Germania Ovest nell’aprile del 1977. Si è trasferita  definitivamente in Italia nel 1982.  “L'elemento cromatico rappresenta nella pittura di Infinita Gatto momento di contemplazione nei confronti del contesto circostante. Tramite la briosità del fattore tonale l'artista calabrese dona lucentezza alla propria stesura pittorica. Comproviamo un eccellente equilibrio tra tratto e colore, tra forma e astrazione. Elementi riconducibili esclusivamente ad un talento vulcanico e positivamente compositivo”. Sandro Serradifalco

Andreina Guerrieri è nata a Montatone, in provincia di Firenze, e vive tra Firenze e la campagna toscana. Ha iniziato il suo lavoro negli anni 90 seguendo stimoli ed itinerari diversi. I suoi temi ricorrenti sono l'inconscio ed i percorsi onirici che esprimo con olio, acrilici, tecniche miste. Il suo operare è teso a mutare l'intuizione in forme, colori, forza materica che, senza perdere l'essenzialità e l'armonia, raccontino se stessi. “In certe opere pittoriche o grafico-pittoriche realizzate da Andreina Guerrieri si può avere la sensazione di vedere correre il tempo, sul quale tutto viene a galla e nel quale tutto affoga. Si avverte il passaggio delle cose sulla superficie dell'attenzione e il desiderio di fermarne la corsa, di coglierle, di evocarle alla vita dell'arte. Tali e pur ben altre riflessioni si fanno davanti a certi quadri, che sono più o meno giuste, ma certo è che essi non lasciano indifferenti, hanno la forza della originalità. Ogni argomento è colto nella sua essenzialità. Capita di vedere la figura che è ripetuta più volte, fermata nella  successione degli istanti. Fa pensare ai ricordi, ai quali siamo legati, che ritornano, insistono, compaiono improvvisi e ricompaiono. Non siamo completamente oltre la figurazione, spesso appaiono profili di volti o concezioni geometriche e neanche c'è il rifiuto dell'edonismo pittorico, lo dimostrano certi colori dalle luci suggestive, come quando l'azzurro sembra dimenticare la propria anima scivolando nel bianco o perdendosi nel giallo. L'artista dimostra una inesauribile creatività. I colori corrono sviluppando nuove forme, scrivono tracciati ora esili, ora intensi sulla tela e nella mente. Le opere hanno la capacità di impegnare l'attenzione, di stabilire un rapporto sotterraneo con il lettore al quale prima o poi il quadro “parla” e si disvela”. Elio Succi

Cristina Madini nasce a Roma nel 1961. Dopo la laurea in Architettura si è occupata principalmente di pittura. Nella sua pittura si avvertono fortemente tanto il flusso dei molteplici riferimenti letterari quanto l’interesse per la pittura di Picasso, ma anche e soprattutto le affinità e la passione per le avanguardie del primo novecento. Inizia l’attività espositiva nel 1980 partecipando a numerose mostre collettive. Staccandosi progressivamente dalle sue prime esperienze ha sviluppato il proprio lavoro per cicli: dalle Storie nel 2003, al Dualismo nel 2005, le Città invisibili ispirate dalla lettura del libro omonimo di Italo Calvino alle Stanze segrete nel 2006, le Città ritrovate 2007 e il grande ed ininterrotto ciclo sulle Architetture Fantastiche. Cicli accompagnati da altrettante mostre.  Ultime personali nel 2008: Il fantastico, Fuggevole Turchese e Quadri da sfogliare. Parallelamente alla sua carriera di pittrice si svolge quella di curatrice con la mostra sul Dualismo nella la Biblioteca Elsa Morante in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma (2005). Nel 2006 Le stanze segrete collettiva esposta nelle Biblioteche Comunali di Roma Elsa Morante e Corviale. E’ stata una delle fondatrici dell’Associazione Espressioni d’Arte, ricoprendo per un anno il ruolo di VicePresidente. Dal 2007 è Direttore Artistico di RossoCinabro. Nel 2008 ha curato: Art a là Carte, La forza nel colore e Le città dipinte.

Stefano Raffaelli e' un musicista, ma è notevole la sua valenza pittorica, RossoCinabro ha infatti scelto il suo quadro per rappresentare la mostra Le città dipinte. Dopo aver svolto studi classici per dieci anni, studia improvvisazione per il triennio 1987/89 con Franco D'Andrea al Centro Professione Musica di Milano. L'anno seguente frequenta un master di specializzazione con il contrabbassista Dave Holland ed il batterista Jan Christensen. Nel 90 si perfeziona piano-jazz con Mike Melillo alla Jazz University di Terni. Nel corso del 1991 frequenta un seminario della Manhattan School of Music di New York, guidato dal pianista Harold Danko e dal trombettista Lew Soloff. Negli ultimi anni ha suonato in Italia, Austria, Germania e Francia con musicisti (e amici) quali Tino Tracanna, Bruno De Filippi, Alberto Nacci, Rosalynn Robinson, Davide Di Gregorio, Stefano Colpi, Flavio Zanon, Valter Civettini, Gianni Basso, Rudi Migliardi, Fiorenzo Zeni, Miki Loesch, Helga Plankesteiner, Nicola Fazzini, Enrico Tommasini, Beppe Pilotto, Irio De Paula, Francesco Bearzatti, Stefano Bertoli, Roman Hinteregger, Peter Paul Hoffmann, Luis De La Crus, Stefano Menato, Stefano Pisetta e molti ancora. Si dedica inoltre ad arrangiamenti in ambito pop e sonorizzazioni per documentari, video e CD ROM interattivi. Nel 1995 esce "People", il suo primo disco, per l'etichetta indipendente Erga. Dal 1997 collabora con l'etichetta milanese Halidon per la quale produce vari progetti nu-jazz e chillout ("Nomads", "The secret of Ra"). Per la stessa etichetta esce nel corso del 2002 il disco a nome " Cimarosa Collective", progetto elettronico realizzato in collaborazione con il d.j. Marcello De Angelis e numerosi musicisti provenienti da esperienze e contesti diversi. Dal 2003 collabora con il canale satellitare SKY TV. Nel 2004 inizia la collaborazione artistica con la label indipendente Self-Mediane per la quale produce "Divo Italiano"(2006) e "Songs to Remember" (2007). Dal 1994 responsabile della Sezione Musica del Centro Didattico Musicateatrodanza di Rovereto(TN). Docente presso la stessa scuola per i corsi di Pianoforte Jazz e per i laboratori di Arrangiamento e Software. Dal 2007 è Direttore Didattico per i tre settori Musica, Teatro e Danza.

Patrizia Ricca nasce in Germania ma, le sue origini sono italiane . Si Laurea all'Accademia di Belle Arti di Roma dove ha la possibilità di avvicinarsi alla tecnica dei grandi maestri del passato. Pittrice figurativa, dopo aver sperimentato varie tecniche,decide di dedicarsi allo studio degli antichi maestri del Quattrocento, prestando particolare attenzione ai fiamminghi, che adopera come spunto per i suoi elaborati. “L'opera di Patrizia Ricca dai pregnanti valori tattili, dimostra un pregio stilistico nella conduzione della linea moderna, spiegata secondo un ordine gotico e nella campitura di una raffinata materia. I contenuti-simboli emersi dalle forme da una tradizione che è passata e si è ritrovata nel modo di poco fa: classicità non classicismo”. Prof. Luigi Tallarico

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