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Residui di... Favole di carta

dal 18 Febbraio 2008 al 22 Febbraio 2008 - Segnalato da Mondoimmagine
|

info:
Cortile di Palazzo Medici Clarelli
Via Giulia, 79
lun - ven 08.30-18.00
Ingresso libero
dal 15 al 22 febbraio 2008
mondoimmagine@libero.it

Favole di carta di Cristina Boccadoro
E’ l’elemento fiabesco che ha ispirato questi collage, che nascono dopo un attenta lettura della versione integrale delle favole più conosciute, quella comunemente ritenuta “per adulti”. In queste storie la narrazione si fa più completa, i personaggi più dettagliati nelle loro pulsioni emotive che li spingono ad agire in maniera determinata, e a volte, sconvolgente e cruenta.

Le immagini finali (stampa Lambda o Kodak Edge) sono costituite da pagine di riviste assemblate, pubblicità o servizi pubblicitari ad immagini rinvenute dai blog o in generale da internet durante la quotidiana navigazione.
Alcune, una volta stampate, hanno dato un buon risultano altre invece, a bassa risoluzione fatte o scambiate anche con i telefoni cellulari, mostrano ovviamente un rumore di fondo che dona peculiarità al risultato.
Erano fotografie e tornano ad essere fotografie.

Perché “Residui di…”
In occasione dell’inaugurazione di venerdì 15 febbraio alle ore 19.30, verranno esposti anche alcuni assemblaggi appartenenti alla collezione “Residui” successivamente a tale data, dei loro succedanei fotografici. I residui sono i materiali di scarto della nostra società che rimangono solitari o copiosi sulle strade, nei prati, nei boschi… ovunque. I residui sono cose nostre, non possiamo far finta che non ci appartengano più solo perché li abbiamo abbandonati in un posto, spesso, un posto inadatto. Alla base delle opere ci sono materiali di recupero: cartoni e tavole variamente rinvenuti, carta proveniente dai quotidiani e immagini pubblicitarie dalle riviste macerati, sminuzzati e nuovamente legati e lucidati con prodotti ecologici.
- Questo processo forma delle sublimi “incrostazioni” del sistema percettivo e rilascia i conseguenti…

Residui - I lavori si sono concentrati sulle immagini pubblicitarie di moda e di stile, presenti anche sulle riviste in allegato ai quotidiani più autorevoli, che forniscono notizie essenziali riguardanti l’andamento mondiale nonché fuorviantemente, direttive al consumo.
Ma il fatto che l’oggetto così finemente pubblicizzato è solo merce che porta ricchezza e potere a chi ci induce al consumo, passa in secondo piano.
Formalmente la pagina pubblicitaria accartocciata e unita alle forme delle altre immagini pubblicitarie via via ingerite, comunica un miscuglio di frammenti di notizie che non hanno più alcun nesso o rapporto fra loro e dal momento che l’immagine non serve più alla sua funzione pubblicitaria, non comunica più, può essere veduta come ensamble pittorico, considerata come fatto estetico.

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