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Mud&Bones

dal 17 Gennaio 2019 al 31 Gennaio 2019 - Segnalato da Giulia Di Paola
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info:
Accademia di Romania, Piazza José de San Martin, 1
dal 17 al 31 gennaio 2019. Ingresso gratuito.

Mud & Bones: ossa e fango nella rappresentazione del passato. Una mostra dedicata agli emergenti dell’arte contemporanea Romena
Inaugurazione: giovedì 17 gennaio 0re 18.00, presso l’accademia di Romania, Piazza José de San Martin, 1 – 00197 Roma. La mostra è visitabile fino al 31 gennaio, ingresso gratuito – http://www.accadromania.it
Inediti immaginari del conflitto e della memoria: nella mostra, artisti diversi tra loro, accomunati dalla provenienza -sono nati e cresciuti in Romania-, raccontano il loro rapporto con la guerra, dialogando attraverso i linguaggi della scultura e del ready made, della video-arte e della fotografia. Con il loro lavoro affrontano in maniera del tutto personale il tema del conflitto, attraverso la rielaborazione di concetti quali identità, memoria, fragilità e appartenenza.
Un passato complesso, a tratti drammatico, affiora nelle opere d’arte contemporanea degli artisti emergenti di Bucarest, Cluj-Napoca, Oradea.
Due sono le immagini chiave che gli artisti contemporanei romeni portano alla nostra attenzione, quando elaborano con arti pittoriche, installative e video, la storia recente del paese in cui sono nati: il fango, elemento di protezione ma anche di occultamento; e le ossa, ciò che rimane dell’uomo, testimonianza quasi immortale delle sue spoglie. Sono questi elementi rappresentativi di un passato doloroso e ricco al contempo, e, soprattutto, di una relazione spirituale con gli elementi e con la storia: è questa la cifra compositiva degli artisti emergenti della Romania contemporanea, panorama che sta rinascendo e rinverdendosi in un nuovo risveglio brulicante di energie artistiche, di nuove istanze culturali e di nuovi modi di fare arte.
Le opere in mostra sono accomunate da un costante richiamo, implicito o manifesto, alla natura e al suolo: la terra, metafora di vita così come di morte, viene evocata o rappresentata nelle opere, in una metafora che rende palese come gli elementi naturali che hanno popolato il paesaggio romeno durante il conflitto, assorbendo il lutto hanno sepolto e incorporato spoglie e ricordi, rendendo il suolo vero e proprio corpo fisico della memoria storica, collettiva e familiare.
La simbologia dell’elemento sepolcrale, fatto di ossa e terra, viene sviluppata dagli artisti contemporanei nelle sue componenti quasi profetiche, non per forza rassicuranti, sancendo il protagonismo dell’organicità del suolo, che viene evocato come elemento di protezione e di sopravvivenza ma anche di occultamento e soffocamento.
Cinque sono i fatti storici che influenzano la mostra in modo particolare: i lasciti delle guerre mondiali, i campi di lavoro di Ceaușescu, la rivoluzione del 1989 e i fatti storici di Rosia Montana. Sono questi gli elementi storici che assurgono a metafora del mondo contemporaneo e dei suoi movimenti nell’arco del secolo breve, facendo capolino nelle opere esposte, tutte prodotte da artisti nati negli anni ’80, decade che è stata spartiacque culturale ed economico in Romania come nel resto del mondo: “
La mostra presenta un’atmosfera sacrale, sottolineando lo spazio dell’Istituto Romeno di Cultura come luogo deputato ad una discussione di morale altitudine sulla storia e sulla cultura Romena, e sulle sue influenze alla comunità internazionale, sottolineando come essa possa essere elemento di conoscenza e di riflessione per le popolazioni dello stivale.
Ancora, la mostra intende dare visibilità agli artisti contemporanei Romeni come protagonisti di un nuovo preziosissimo “rinascimento culturale” dal quale la comunità artistica Europea trae molta ispirazione.
In mostra, opere di: Remus Ilisie, Mircea Ciutu, Vanessa Gageos

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