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“Ci tocca”.

il 10 Luglio 2015 - Segnalato da Mariacristina Eidel
|

info:
Granaio di Santa Prassede

Via di Santa Prassede 8

venerdi 10 luglio ore 20.30

www.granaioresort.it

mceidel2014@libero.it

https://www.facebook.com/ilgranaiodisantaprassede?ref=hl
https://www.facebook.com/pages/Il-Granaio-Di-Santa-Prassede-Resort/472994979521413?ref=hl

Venerdì, 10 luglio 2015

Ore 20.30

“Ci tocca”.
Vittoria, la certezza di un'identità ignota. Dialogo attorno al sé.

La fotografia d'epoca di una donna sconosciuta trovata accanto ad un cassonetto della spazzatura e il dialogo interartisco che l'ha fatta divenire il simbolo della mostra "Sogno, quindi sono", ci conduce nei meandri misteriosi della costruzione del se e alla ricerca di cosa sia e come si compone l'identità di una vita.

Con la partecipazione straordinaria di Caffè Galeotto della Cooperativa sociale Pantacoop, Cooperativa sociale NO PROFIT. Il Caffè Galeotto è un prodotto solidale lavorato e confezionato nella torrefazione situata all’interno dell’Istituto Penitenziario di Rebibbia da ragazzi detenuti, che hanno avuto la possibilità di essere formati per occuparsi in un progetto di re-inclusione sociale.

Il progetto Caffè Galeotto è presentato da Silvia Consani, responsabile immagine, marketing, distribuzione

L’evento è collegato alla mostra “Sogno, quindi sono” (fino al 31 ottobre 2015), prodotta dall’Atelier del Granaio in collaborazione con il Granaio Resort.
Come nasce Vittoria:

La scrittrice Laura Muscarà, trovato il ritratto accanto a un cassonetto della spazzatura, ne è rimasta affascinata e ha scritto un racconto che esprime le suggestioni che Vittoria le ha provocato, dando così inizio al viaggio che avrebbe condotta l'ignota al Granaio. Maria Cristina Eidel, curatrice della Mostra, l'ha accolta, le ha dato un’immaginario, una memoria, un tempo. Sara Sardiello e Simona Maria Conca, fondatrici di LUZAZULAssociazione di Promozione Sociale, che sostiene attività di integrazione e crescita personale con l’uso di mediatori artistici hanno realizzato un'animazione video del ritratto, offrendo la possibilità di carpire le sfumature e i movimenti del viso, facendola così rivivere. Infine, l’autrice e attrice Sara De Santis le ha dato voce, e ora ci chiama e narra di quelle immagini che la circondano e che potrebbero essere appartenute all’immaginario della sua memoria.

… e il viaggio di Vittoria continua
Con la serata di lettura, proiezione di immagini, suono e musica durante la quale artisti di differenti impronta e estrazione concorrono insieme a costruire un’identità, un immaginario, una memoria a Vittoria.

Intervengono:

Laura Muscarà: “Vittoria, testimone di memoria”. Storia di un ritrovamento e del suo felice esito.
lettura a cura di Sara De Santis
Quarta Dimensione: “Guardami”, la voce di Sara De Santis prestata a Vittoria ci conduce nel mondo del suo sogno. Testo di Sara De Santis, musiche di Alessandro Quarta.
Sara Sardiello e Simona Maria Conca: “Vittoria”, Videoanimazione di un ritratto.
Mariacristina Eidel e Kostantinos Papaioannou: ”La memoria dei sogni, i sogni della memoria”. Multimediale
I brani “Hesse” e “Non so chi sei” sono parte dell'album Volo Lontano realizzato dal vocal group Quarta Dimensione.

Seguirà un aperitivo offerto dagli Amici del Granaio, durante il quale sarà possibile degustare e acquistare il Caffè Galeotto.
Presso il Granaio di Santa Prassede, via di Santa Prassede 8.
Ingresso libero.

Per info, visitate il sito
www.granaioresort.it
https://www.facebook.com/ilgranaiodisantaprassede?ref=hl
https://www.facebook.com/pages/Il-Granaio-Di-Santa-Prassede-Resort/472994979521413?ref=hl

Il Caffè Galeotto è un prodotto solidale lavorato e confezionato nella torrefazione situata all’interno dell’Istituto Penitenziario di Rebibbia da ragazzi detenuti, che hanno avuto la possibilità di essere formati per occuparsi in un progetto di re-inclusione sociale. Silvia Consani, romana, architetto, né cura l’immagine. e il marketing, in particolare verso i social network e si occupa della vendita e della distribuzione di Caffè Galeotto. E’ animata e spinta dall’idea di promuovere un prodotto di alta qualità fatto da persone, che hanno il desiderio di dare una svolta alla loro vita, in particolare in una situazione percepita da molti come tabù. Caffè Galeotto è insieme un’esperienza e un progetto e ha visto, dalla sua nascita, una continua evoluzione. Nel 2015 dal forum “Terzo Settore Lazio” al progetto Caffè Galeotto è stato conferito il “premio Formica”

Laura Muscarà al suo felice intuito si deve la nascita di Vittoria. Ha scritto per la mostra “Sogno, quindi sono il breve racconto “Vittoria, testimone di memoria” e curato la sezione “Il Sogno nelle fiabe”.
autrice di testi per l’infanzia
“Tieni sempre con te il tuo sogno: finirai per assomigliargli” Laura Muscarà
Le sue fiabe sono andate in scena presso: Festival dei Due Mondi di Spoleto, Festival MITO, Racconti in musica (San Benedetto del Tronto), Wind Simphonic Festival, Crescendo in musica (Auditorium di Milano), Auditorium Parco della Musica di Roma. Numerosi i premi letterari vinti e le pubblicazioni. Per Edizioni Didattiche Gulliver, nel 2014 è uscito “Grifo, eroe dei due mondi”. Ha curato i testi della mostra “Le ragioni dello sguardo e il fotografo fotografato” e della mostra “Sogno, quindi sono”, e firmato, per gli Amici del Granaio, i racconti “Solo una foglia”, “Nuvoletta”, “Compagni di Viaggio”.

Simona Maria Conca e Sara Sardiello, dopo un lungo percorso condiviso di espressione artistica attraverso il connubio tra scrittura e immagini, sono tra i soci fondatori di LuzAzuL, la "luce azzurra" è quella delle favole, del mistero, dei miracoli, della morte, Associazione di Promozione Sociale, che sostiene attività di integrazione e crescita personale con l’uso di mediatori artistici.
LuzAzuL promuove progetti di ARTE QUOTIDIANA e di avvicinamento alla bellezza e all’estetica per sensibilizzare in ogni modo all’ascolto, senza stetoscopio, di un cuore che batte.

Alla mostra “Sogno, quindi sono” partecipano con il loro lavoro di fotografie e elaborazioni concettuali in cui si condensa la memoria e dove le esperienze di vita lasciano filtrare desideri capaci di mettere in moto la progettualità.


Kostas Papaioannou partecipa come fotografo alla mostra “Sogno quindi sono” e ne cura la promozione web.
fotografo, giornalista e web designer
Corrispondente per varie testate giornalistiche greche da Roma. Ha allestito una camera oscura professionale e collaborato con l’Istituto Archeologico Germanico. Si occupa di fotografia editoriale e collabora con varie agenzie di fotografia Stock. In mostra immagini dei volti dei profughi del Kosovo durante il conflitto etnico del 1998 e il porto di Pireo. E’ uno dei fondatori dell’Atelier del Granaio. Per il Granaio cura la fotografia e la comunicazione web. Appassionato di fotografia in bianco e nero segue gli incontri “Apriamo il baule dei nostri ricordi” nei quali vengono affrontati sia l’evoluzione delle tecniche di ripresa fotografica, sia i procedimenti di sviluppo e la stampa. Ama parlare di se come “Artigiano della fotografia” e “Aspirante fotografo“. Partecipa alla cura e all’organizzazione degli eventi del Granaio di Santa Prassede.
Mariacristina Eidel
Grafica, Fotografa, Giornalista
Curatrice della mostra “Le Ragioni dello Sguardo, il fotografo fotografato” e della mostra “Sogno, quindi sono” in corso al Granaio di Santa Prassede (26.06-31.10.2015). Per l’Atelier del Granaio e il Granaio Resort ha ideato e realizzato alcune illustrazioni e linee grafiche d’arredo per le stanze del Granaio Resort. Organizza e cura gli eventi del Granaio di Santa Prassede.

Alessandro Quarta e Sara De Santis del vocal group Quarta Dimensione hanno dato vita, suono, parola e musica alle espressioni visive della mostra.

Sara De Santis ha curato e interpretato “L’identità incerta di Vittoria”, per dare voce a un evocativo e misterioso ritratto abbandonato e ritrovato.

Attrice. Cantante. Autrice.

Dal 2007 fa parte del vocal group Quarta Dimensione, in cui canta, recita, scrive i testi dei brani musicali, cura la regia degli spettacoli. Con Quarta Dimensione incide due album, Volo Lontano e Quasi Sera. Studia canto con il soprano lirico Adriana Giunta. Studia recitazione alla scuola di Antonio Sanna, si forma poi con Eugenio Barba e la compagnia Odin Teatret, Giancarlo Sepe, Doris Hicks e altri maestri. Inizia a cantare all’età di sei anni e continua le attività concertistiche come solista e in diversi gruppi vocali e popolari, tra cui il Coro Cristiano-Islamico che si esibisce nel 1999 all’Aula Nervi e in piazza San Pietro. Nel 2001 incide l'album Tempi di Scuola di Lele Lunadei. Come attrice lavora principalmente a teatro con diversi registi, tra cui Franco Mannella e la compagnia Play Company, Fabrizio Caleffi, Antonio Sanna e la compagnia L'Attore in Movimento, Mario Grotta. In televisione recita in varie puntate di Al posto tuo (Rai 2) e di Uno mattina (Rai 1). Dal 1994 al 1997 conduce programmi televisivi e radiofonici in TV e radio locali. Ha curato la regia di Borges y Tango, Deandreide, A flor da pele, Llibre Vermell de Montserrat, Ildegarda – Perché porto il nome di donna, di cui è anche autrice.
Insegna recitazione presso l'Accademia Teatrale Arrotano di Pianella (Pe), l'Accademia San Paolo di Roma, è trainer del seminario "Recitazine e canto: una sola voce", ha insegnato dizione e impostazione della voce presso il Liceo Linguistico per le Arti dello Spettacolo di Monterotondo.
Come autrice scrive testi di brani musicali, monologhi e componimenti teatrali, ed è adattatrice di dialoghi di doppiaggio.
Direttrice organizzativa dell'Accademia Teatrale Arotron ed è organizzatrice di numerosi eventi e manifestazioni.
Partecipa alla cura e all’organizzazione degli eventi del Granaio di Santa Prassede vi contribuisce stabilmente con recite, letture e canti.

Alessandro Quarta ha ideato e composto le musiche che accompagnano le immagini della mostra, per esplorare in un viaggio musicale i colori nascosti del sogno.

Attore e doppiatore. Cantante. Compositore.

Inizia il percorso di artista a sei anni come attore teatrale, poco più tardi come doppiatore e a diciotto anni intraprende lo studio della musica. Da allora concilia le professioni di attore, doppiatore, cantante, compositore, direttore di coro. A teatro lavora e si forma conGiusi Raspani Dandolo, Silvio Spaccesi, Luca Ronconi, Elio De Capitani, Lucilla Morlacchi, Lina Sastri, Milena Vukotic. Per il cinema recita nel film Il Carabiniere di Silvio Amadio con Enrico Maria Salerno e Massimo Ranieri. In Spagna, è protagonista di alcuni spot TV, con Claudia Gerini e Yvonne Show. Dal suo esordio nel 1980 ha doppiato molti film, come L’attimo fuggente, American Beauty, Una notte da leoni 1-2-3, C’era una volta in America, Training Day, The Bourne Legacy. Nelle serie TV è tra i protagonisti di Scrubs (J.D.), N.C.I.S. (Tony Dinozzo), The Mentalist (Kimball Cho), Private Practice (Cooper Freedman), Lost (Daniel Faraday), Psych(Burton Guster). In cartoni animati e film di animazione è la voce ufficiale di Topolino dal 1996 e di Miss Piggy dei Muppet dal 2010. E’ Chris McLean in A tutto reality, Tetsuo in Akira. Ha dato la voce a spot pubblicitari, tra cui Renault, Peugeot, Plasmon, Mulino Bianco-Barilla, Telecom. È direttore di doppiaggio di film e serie TV, tra cui Project X – Una festa che spacca, Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe, Happy Endings, KC Agente segreto. Come musicista studia canto lirico, jazz, gregoriano e popolare, metodo Kodaly, percussioni, Alexander Tecnique a Vienna. Si specializza in repertori medioevali frequentando corsi e seminari di paleografia e filologia musicale a Cremona all’Università degli studi di Pavia e studiando in Italia e in Francia con Andrea von Ramm, Marcel Pérès, Adolfo Broegg, Ulrich Pfeifer e Patrizia Bovi. Collabora per 13 anni con l’Ensemble Micrologus, gruppo di musica medioevale di fama internazionale, con il quale ha cantato e suonato in Italia e all’estero, inciso numerosi dischi e vinto premi internazionali. Dirige nel corso degli anni diversi gruppi vocali, nel 2006 costituisce il vocal group Quarta Dimensione, per cui compone musiche originali e svolge attività concertistiche e teatrali. Come didatta insegna attualmente Musicalità dell’attore presso l’Accademia Teatrale Arotron di Pianella (Pe) e l'Accademia Good Accademy di Benevento, Caratterizzazione del personaggio nel corso Professione Doppiaggio a Roma. Ha insegnato doppiaggio presso il Teatro Marrucino di Chieti e l’Accademia San Paolo di Roma; Ha tenuto seminari sulla polifonia sacra e profana medioevale presso la Scuola Popolare di Musica di Testaccio di Roma, il Conservatorio Canepa di Sassari e in numerose lezioni concerto.
Partecipa alla cura e all’organizzazione degli eventi del Granaio di Santa Prassede e vi contribuisce stabilmente con recite, letture e canti.


Quarta Dimensione è un ensemble che sperimenta la musica vocale in tutte le sue forme, sia a cappella che con l’accompagnamento delle percussioni. Il progetto Quarta Dimensione nasce nel 2006 da un’idea di Alessandro Quarta, musicista, attore, doppiatore. Dirige il gruppo assieme a Sara De Santis, attrice e cantante. Le esperienze, maturate in anni di attività musicale e attoriale, li spingono a fondere due tipi di espressione vocale, il canto e la recitazione, che sono protagonisti sia nei concerti che nelle esibizioni teatrali, veri e propri spettacoli musico-teatrali.
Quarta Dimensione varia la sua formazione a seconda dei repertori, avvalendosi di musicisti, cantanti e attori che provengono da esperienze artistiche molto differenti tra loro. Il gruppo ha prodotto e inciso due album Volo Lontano e Quasi Sera. I concerti più importanti: la partecipazione alla manifestazione NoBDay in piazza San Giovanni a Roma; concerti itineranti presso il Museo Nazionale Romano, la Galleria d’Arte Moderna di Roma, il Museo dei Fori Imperiali; gli spettacoli a teatro “A flor da pele” e “Volo Lontano”; i concerti a Castel Sant’Angelo, Big Mama, Alexander Platz jazz club, chiesa della Bocca della Verità.
Quarta Dimensione arrangia e canta il brano Brennero 66 incluso in “Pooh Box“ dei Pooh, doppio cd uscito nel 2013.
Dal 2014 collabora agli eventi artistici e culturali del Granaio e realizza le musiche della mostra Sogno quindi Sono.


MOSTRA SOGNO QUINDI SONO

Il Granaio Resort, l’Atelier del Granaio e gli Amici del Granaio sono lieti di presentare la mostra interartistica “Sogno quindi sono. Il sogno come luogo di costruzione del sé”, curata da Maria Cristina Eidel.
Sulla scia della mostra fotografica “Le ragioni dello sguardo e il fotografo fotografato” (19 dicembre 2014-30 aprile 2015), il Granaio di Santa Prassede si conferma come albergo d’arte e, consolidando la sua identità di “piattaforma” culturale, apre le porte sul tema del sogno al dialogo tra artisti di diversa formazione.

La mostra raccoglie le opere di diversi artisti contemporanei che rappresentano varie tecniche e discipline espressive: a coagulare i linguaggi delle opere in esposizione è il tema del sogno, indagato nei suoi molteplici significati.

Dalla “divina trascendenza” delle opere del pittore italo spagnolo Francesco Astiaso alla sensualità onirica delle tele di Angela Bonavita il percorso espositivo procede, attraverso le sculture primordiali della bolognese Giovanna Basile, verso la dimensione più spontanea del sogno tipica dell’età infantile per sfociare nel desiderio di evasione che permea il foto racconto della giovanissima Giulia Castagliuolo.
Ma il sogno è anche il luogo in cui si condensa la memoria e dove le esperienze di vita lasciano filtrare desideri capaci di mettere in moto la progettualità, come emerge dalle elaborazioni concettuali delle pavesi Simona Maria Conca e Sara Sardiello, drammaterapista e video-foto terapista, insieme fondatrici di LuzAzul, Associazione di Promozione Sociale, che sostiene attività di integrazione e crescita personale con l’uso di mediatori artistici.
Memoria che torna, come sogno ad occhi aperti, nel foto racconto costruito da Laura Muscarà intorno ad un ritratto rinvenuto per caso, il cui volto anonimo acquista inaspettatamente una nuova identità e si anima grazie all’interpretazione di Sara De Santis.
All’immaginario fantastico delle fiabe tradizionali, cui è dedicata un’apposita sezione, paiono richiamarsi per la leggerezza del segno le creazioni grafico-pittoriche di Alessandro Arrigo “Vago Sognando – Appunti di un Sogno” e “I Sogni Son Desideri”, “visioni” attraversate da un impeto di grande potenza espressiva.
All’interno della mostra lo spazio dedicato alla fotografia con i contributi di Carlo Di Giacomo, Kostas Papaioannou, Francesco Vollono, Marco Sances, Manfred Eidel e Stefano Bruno - autore, quest’ultimo, di “Sguardo e Doppio Sguardo”, serie di rielaborazioni di foto tratte dall’Archivio Fotografico Giuseppe Bruno – si arricchisce delle fotografie del “rullino ritrovato” di Anna Maria Cellini e delle immagini d’epoca dell’Archivio fotografico di Arringo, piccolo paese dell’Alta Valle dell’Aterno.
Alessandro Quarta e Sara De Santis del vocal Group Quarta Dimensione hanno dato vita, suono, parola e musica alle espressioni visive della mostra.

Se per la mitologia greca Morfeo, nelle sue apparizioni notturne, prendeva le forme delle persone o delle cose sognate, a Fobetore spettava invece popolare i sogni di creature animali. La mostra “Sogno, quindi sono” si arricchisce delle fotografie di Stefania Isabella Massoni, Claudia Bassi, Daniele De Santis, Sabrina Filippi e Alessandro Arrigo aventi a tema gli animali, compagni di viaggio nei sogni dell’uomo.
La struttura dell’Antico Granaio, immersa nella levità dell’immaginario onirico, pare smaterializzarsi ed acquistare il respiro di un’autentica opera d’arte, “uno spazio ben disposto e ricolmo di significati in cui si può entrare guardando, ascoltando, muovendosi”.
E se il segreto dell'arte, per dirla con Elsa Morante, è “ricordare come l'opera si è vista in uno stato di sogno, ridirla come si è vista, cercare soprattutto di ricordare. Ché forse tutto l'inventare è ricordare”, la Memoria evocata dall’enigmatico ritratto di Vittoria, posto al centro della mostra, racchiude e sovrappone in sé altre voci, altre esperienze e altre vite che, pur distanti, riescono a entrare tra loro in dialogo. Il tempo del sogno, uno e molteplice e la sua sincronizzazione in un presente assoluto è racchiuso nell’immagine degli orologi posti attorno alla fotografia d’epoca, in bianco e nero, di quella sconosciuta ritrovata accanto a un cassonetto. La necessità sentita impellente di costruirle un’identità, ci insegna quale sia il potere della fotografia, che è sempre una presenza nell’assenza, perché è li a testimoniare, che qualcosa o qualcuno se non altro è stato. E’ lei la metafora di tempo e memoria, che secondo Juan Varo, si trasformerà in una grande sala con gli orologi fermi sulle distinte ore in cui siamo stati felici. Chissà, se la donna ritratta lo sia stata. L’autrice e attrice Sara De Santis le ha dato voce, e ora ci chiama e narra di quelle immagini che la circondano e che potrebbero essere appartenute all’immaginario della sua memoria.

Un sogno che non viene interpretato è come una lettera che non viene letta, dice il Talmud. Al fascino del sogno e al mistero dei sogni anche l’uomo moderno non riesce a sottrarsi. In parte però né ha perso la nozione del linguaggio e dunque la capacità di interpretarlo nella sua complessità.

Dove si configura la “realtà” più vera e determinante per la coscienza e per il comportamento umano? Che cosa influenza maggiormente la cosiddetta progettualità dell’Io? Che cosa il sentimento e le scelte esistenziali? A che mondo appartiene il sogno e le immagini che lo popolano :solo al buio della notte o anche alla luce che orienta le scelte del giorno, all’infanzia dell’uomo o anche all’età adulta?

Il rapporto fra il sogno e la realtà tangibile nella vita di ciascuno e seppur a livelli differenti di consapevolezza e di complessità si ripropone sempre. Come un pendolo che con la sua oscillazione segue le leggi dei moti armonici e accompagna il fluire ininterrotto del tempo, così la coscienza umana oscilla fra i poli opposti. Nella veglia diurna avanza il piano analitico mentale e domina l’ordine sequenziale, senza tuttavia scardinare fantasia, intuito, evidenza del sogno ad occhi aperti, nel sogno/sonno si abbassano i riflettori e cedono il passo alla memoria ed alla elaborazione dei dati sensibili acquisiti, rimescolando le carte. Il sogno è un abile giocatore, inverte le regole, le amplifica, ma non le annulla, imponendo talvolta il folle diktat di una logica analitica senza via di uscita. Diviene così il luogo predestinato alla creatività, che da sempre altro non è che un perpetuo e sempre possibile ripensamento: la capacità di poter vedere in altro modo.

Da sempre un ruolo fondamentale è assegnato agli animali che appaiono all’uomo in sogno.
Tutti si comportano allo stesso modo di messaggeri dei poteri trascendentali, guide, alleati e consiglieri di quel difficile cammino di vita, che come nel mito greco solo Ananke, la necessità, poteva indurre a intraprendere all’eroe insieme vittorioso e sconfitto. Sono rimaste le fiabe a testimoniarli, fratelli minori e memoria dei miti. Il ruolo degli animali nei miti e nelle fiabe deriva proprio dal profondo riconoscimento della loro alterità, della loro natura non assimilabile alla nostra, che ci ricollega all’Anima mundi e a tutta l’umanità.

L’uomo delle caverne conosceva bene il suo totem animale, tanto da rappresentarlo sulle pareti delle caverne , vivendolo come parte di sé.

Per Jung tutti gli animali del sogno sono “simboli di trascendenza” e di quel profondo desiderio di interezza, completezza e pienezza di vita, che anche all’uomo moderno non è venuta meno.

Nell’opera Quelet, la cui parola in lingua ebraica significa “colui che parla in assemblea” il ruolo di compagno di viaggio e di vita dell’animale è messo in evidenza insieme alla speranza che lo stesso clima di convivenza pacifica vissuto dall’uomo alle origini possa essere nuovamente restaurato.

Si ritiene che Zhuang Zhou, più noto come Zhuangzi - filosofo cinese vissuto intorno al IV secolo a.C. - sia l'autore, in tutto o in parte, dell'opera che porta il suo nome, Zhuangzi. C'è un celebre brano che racchiude molto bene la sua filosofia tanto da essere diventato un aneddoto comune in Cina e poi essersi diffuso anche in Occidente:


Una volta Zhuangzi sognò di essere una farfalla che volava leggera e spensierata, contenta di sé e di poter fare ciò che più le piaceva. Non sapeva di essere Zhuangzi. All'improvviso Zhuangzi si svegliò ed era lui, inconfondibile, in carne e ossa. Ma non sapeva più se era lui che aveva appena finito di sognare di essere una farfalla o una farfalla che aveva appena iniziato a sognare di essere Zhuangzi. Eppure tra Zhuangzi e una farfalla ci deve pur essere qualche differenza! Questa è detta metamorfosi degli esseri.” La realtà e la dimensione onirica, divise da un sottilissimo confine, si confermano come due facce dell’unicità dell’Essere, che concorrono a plasmare. E’ lì che la farfalla si trasforma e riesce a dispiegare le ali, liberandosi in volo in una nuova forma.
Sogno quindi sono. Il sogno come luogo di costruzione del sé

Mostra prodotta dall’Atelier del Granaio in collaborazione con gli Amici del Granaio, Il Granaio Resort, Il Meglio della Puglia, Il Cenacolo dei Viaggiatori, Associazione Culturale Starthing, Caffè Caleotto, Rifugio Codefelici, Aringo Club, Vespertilia, Rivista di Cultura e Arte, Azienda Agricola San Lorenzo.

Da un’idea di Alessandro Arrigo

A cura di Maria Cristina Eidel
Progettazione grafica e testi di Maria Cristina Eidel, Alessandro Arrigo e Laura Muscarà
Ufficio stampa Konstantinos Papaioannou
Stampa Pubblilaser.
I complementi d’arredo in mostra sono stati ideati dall’ Atelier del Granaio e realizzati da Armonie d’arredo di Sandra Natalizi e Silvia Consani.

Granaio di Santa Prassede
Via di Santa Paresse 8, Roma
Periodo espositivo: 26 giugno – 31 ottobre 2015
Dal mercoledì alla domenica, dalle 15,30 alle19.30
Ingresso libero

Durante l’intero periodo della mostra si svolgerà un programma di incontri letterari, musicali, artistici il cui calendario verrà aggiornato sul sito vwww.granaioresort.it.
Nel caso di eventi particolari, sarà previsto un prolungamento dell’orario di apertura.
Contatti: mceidel2014@libero.it; cell 3371045759.
Si ringrazia la famiglia Bruno per la concessione delle immagini dell’Archivio Fotografico Giuseppe Bruno, in esposizione permanente presso il Granaio di Santa Prassede.

www.granaioresort.it

https://www.facebook.com/ilgranaiodisantaprassede?ref=hl
https://www.facebook.com/pages/Il-Granaio-Di-Santa-Prassede-Resort/472994979521413?ref=hl

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