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CAMERE XIX

dal 15 Dicembre 2013 al 15 Febbraio 2014 - Segnalato da RAM radioartemobile
|

info:
RAM radioartemobile - Via Conte Verde 15 - Roma
ORARIO
da martedì a sabato dalle 16.30 alle 19.30 e su appuntamento
Contatto +39 06 44704249
ingresso libero

CAMERE XIX

Marinus Boezem
IRWIN
Felice Levini

Errabondare non è una colpa
di
Francesco Serrao

DOVE
RAM radioartemobile - Via Conte Verde 15 - Roma
QUANDO
Inaugurazione domenica 15 dicembre ore 11.00
ORARIO
fino al 15 Febbraio 2014

Nel corso del mare e del tempo (così come scrive nel suo testo Francesco Serrao) si snodano le
opere presenti nelle Camere di RAM: dimensione fisica e dimensione temporale, si intrecciano per
dare corpo alle pagine di quello che sembra un diario di bordo.
Le tre stanze, come tappa di un lungo viaggio, diventano luogo d’incontro e nuovo punto di
partenza per Marinus Boezem, IRWIN e Felice Levini che qui mostrano suggestive rotte.
Marinus Boezem presenta due opere: Cartografia 1572-1997 è un progetto composto da 12
antiche mappe di città europee, su cui sono state introdotte le mappe meteo del KNMI indicando
così il tempo medio su una determinata città nell’arco di tempo di 10 anni. Ogni città ha la sua
condizione climatica caratteristica che influenza il colore delle abitazioni. L’artista, interviene sulle
mappe e così facendo libera le antiche città dal loro contesto storico.
Piss project è una serie fotografica realizzata nell’estate del 1969, in cui l’artista viene mostrato
nell’atto di bere acqua salata dal Mare del Nord a Bergen aan Zee e, successivamente, mentre la
rilascia nel Lago di Jissel. Durante il tragitto dalla cittadina al lago, l’acqua salata viene trasformata
in materie che potevano essere usate o smaltite dal suo corpo.
Transnacionala è la video-installazione degli IRWIN, basata sull’analisi che il gruppo insieme ad
altri artisti fece nel corso del 1996 durante un lungo viaggio nel Stati Uniti (da Atlanta a Seattle).
Il materiale registrato, che spazia dall’arte alla politica e all’esistenza stessa, alla luce delle
molteplici trasformazioni che sta vivendo la cultura di oggi, è di grandissima attualità.
La camera di Felice Levini è immersa in una dimensione fluttuante: sulla parete di fondo una
proiezione in cui le onde del mare cullano una bara, che nonostante il richiamo alla morte, dà una
speranza, costituendo una zattera che permette l’attraversamento. Nell’altro angolo della stanza, il
tempo si consuma tra le spire del fumo di una sigaretta che tratteggia il profilo del volto dell’artista.
Il testo che accompagna Camere XIX, Errabondare non è una colpa è di Francesco Serrao, che già
nel 1990 aveva scritto tre racconti per la mostra “Lo zingaro blu” nella Galleria Pieroni in via
Panisperna.

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