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SIDIVAL FILA. Le pieghe della luce

dal 04 Aprile 2012 al 20 Aprile 2012 - Segnalato da Silvia Pegoraro
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info:
SCHEDA TECNICA

Mostra: Sidival Fila – Le pieghe della luce
A cura di: Silvia Pegoraro e Carlo Ciccarelli
Sede: Ex GIL, Largo Ascianghi, 5 – 00153 Roma
Periodo espositivo: 4 -20 aprile 2012
Inaugurazione: mercoledì 4 aprile - ore 18.00
Orari: LUN-SAB 16.00-21.00; DOMENICA CHIUSO
Ingresso: libero
Informazioni: Organizzazione Ulisse Gallery Contemporary Art (Via dei Due Macelli, 82 – Roma), Tel. +39.0669380596 ; Fax. +39.06.6780771 ; Email info@ulissegallery.com ; Sito: www.ulissegallery.com

Mercoledì 4 aprile 2012 alle ore 18 inaugura presso la Ex GIL di Roma, spazio espositivo e convegnistico della Regione Lazio, la mostra SIDIVAL FILA - LE PIEGHE DELLA LUCE (a cura di Silvia Pegoraro e Carlo Ciccarelli). Promossa dall’Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio, la mostra resterà aperta fino al 20 aprile. Saranno esposte una trentina di opere dell’artista italo-brasiliano Sidival Fila (Stato di Paranà, Brasile, 1962), che è tra i migliori esponenti attuali della linea di ricerca “spazialista” inaugurata da Lucio Fontana, e dall’inizio degli anni ’90 fa parte dell’Ordine dei Frati Minori di San Francesco d’Assisi. Dopo aver rinunciato all’attività artistica per circa diciotto anni, solo nel 2006 Fra’ Sidival ha ripreso a dipingere, maturando una propria inconfondibile cifra stilistica, rigorosa e insieme drammaticamente espressiva, che approfondisce la problematica relativa allo spazio e alla sua corporeità.
In chiusura della mostra uscirà una monografia che documenterà le opere di Sidival Fila installate negli storici spazi della Ex GIL, così da valorizzare anche l’edificio, realizzato dall’architetto Luigi Moretti nei primi anni ’30, considerato uno dei più importanti esempi di Razionalismo nell’architettura italiana ed europea del Novecento.

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Sidival Fila si autodefinisce “pittore informale”, e dell’arte informale conserva in effetti un amore profondo per l’intensità lirica della materia, al quale unisce però un’altrettanto profonda essenza strutturale, concettuale e spirituale . “Nessun taglio, stile Fontana – afferma l’artista – anche se lui è stato tra i miei ispiratori, con Burri e Manzoni. Le mie sono piuttosto introflessioni”. Infatti le pieghe sulle tele antiche e a grossa trama che Fra’ Sidival usa per realizzare le sue opere sono tra i suoi strumenti espressivi privilegiati. Gilles Deleuze, rileggendo Leibniz in un suo bellissimo libro (La piega. Leibniz e il barocco), ripercorre la sua “teoria del continuo”: ciò che non si frammenta in parti, ma si avvolge in un’infinità di pieghe. Questa materia-piega, che si curva infinitamente, e che ritroviamo nel lavoro di Sidival Fila, è la materia-tempo, ed è la materia-vita, per la sua struttura organica, quasi “muscolare”. Anche se si tratta di arte “astratta”, e le figure sono assenti, si è accompagnati dalla sensazione di una corporeità traslata: non visibile in figura, ma sensibile nel tattilismo, nella serpeggiante tensione tra sostanza materica e struttura volumetrica. E’ identità materia-percezione-pensiero, in una perenne circolazione di energia che lo sviluppo spaziale del colore, nelle sue infinite variazioni, rappresenta. L’intensità metamorfica del colore è rafforzata da fitte trame di fili che vanno a “ricucire” le pieghe, come se si trattasse di ferite originarie da sanare. Ferite, però, sottratte ad ogni lacerazione “espressionistica”, ed elevate a un’inattaccabile dimensione simbolica, anche grazie a una totalizzante esperienza spirituale e religiosa. Una dimensione in cui la concezione della materia come corpo e come carne non può prescindere dall’Incarnazione di Cristo come fondamento di tutta la storia dell’arte occidentale.

NOTA BIOGRAFICA
Sidival Fila (Stato di Paranà, Brasile, 1962)
Già da adolescente manifesta il suo interesse per le arti plastiche, soprattutto per la pittura. Nonostante ami la tradizione medievale trecentesca, rinascimentale, barocca, si sente personalmente attratto verso i moderni: dall’impressionismo al cubismo. Questa fase dura molti anni e vede la produzione di diverse opere influenzate da questi stili. Sidival si trasferisce in Italia nel 1985, per approfondire lo studio della pittura e della scultura. Dopo circa cinque anni dal suo arrivo, sente la vocazione alla vita religiosa lascia tutti i suoi progetti personali, entrando a far parte dell’Ordine dei Frati Minori di San Francesco d’Assisi. Per quasi diciotto anni non si dedicherà più all’arte. Nel 1999 è ordinato sacerdote a Roma, dove esercita il suo ministero al Policlinico Agostino Gemelli, al carcere di Rebibbia come volontario, in seguito nel convento di Vitorchiano e in quello di Frascati. Gradualmente, attraverso piccoli lavori di restauro, si riavvicina al mondo dell’arte. Nel 2006 ricomincia a dipingere, maturando un proprio stile personale sotto l’influsso dell’“Action Painting”, dell’arte Informale europea e dello Spazialismo. Sempre nel 2006 realizza una prima mostra personale nel convento di S. Bonaventura di Frascati. Nel 2010 partecipa alla mostra Trasparenze – Arte per le Energie rinnovabili, presso il Macro Testaccio di Roma ( in seguito approdata a Napoli presso il Madre, Museo d’Arte Donna Regina), dedicata allo sviluppo sostenibile e all'impegno per riscattare il pianeta dal degrado ambientale. La rassegna ha visto esposte opere di circa 40 protagonisti della scena contemporanea come Robert Rauschenberg, Yoko Ono, Tony Cragg, Mario Ceroli, Michelangelo Pistoletto, Luigi Ontani, Olafur Eliasson, Mimmo Paladino, Sandro Chia. Le opere di Sidival Fila fanno parte di importanti collezioni private in Francia, nel Principato di Monaco, in Svizzera e in Brasile. Una sua opera fa parte della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani. La Ulisse Gallery di Roma ha organizzato alcuni mesi fa, nella propria sede, un’importante mostra-dittico, che vedeva il lavoro di Sidival Fila accostato a quello del grande artista milanese Agostino Bonalumi, storico maestro della “pittura oggettuale” . Attualmente Fra’ Sidival vive e lavora a Roma, presso il convento di San Bonaventura, al Palatino.

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