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info:
Piazzale antistante Casa dei Teatri: Largo 3 giugno 1849 Roma, Angolo di via San Pancrazio, (ingresso Arco dei Quattro Venti)
Orario inizio spettacoli: 21.15 Prezzo: 10 euro Info: - 060608 tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 21.00 sito:www.progettomythos.it
UFFICIOSTAMPA & COMUNICAZIONE
Chiara Crupi & Alberta Spezzaferroù
puntoteatro@gmail.com
LA RAGIONE DEGLI ALTRI
di
Luigi Pirandello
con
Liliana Randi, Cristina Caldani, Carlo Vitale, Maurizio D'Agostino,
Julio Solines, Tommy Marconi
regia Giovanni Anfuso
scene Alessandro Chiti
costumi Viaviana Ginebri
musiche Luciano Francisci e Stefano Conti
Debutta il 26 Luglio La ragione degli altri. La vicenda è quella di un giornalista, Leonardo Arciani, che, a causa della sterilità della moglie Livia, intreccia una relazione con una vecchia fiamma, Elena, dalla quale ha una figlia. La moglie vorrebbe riavere il marito, ma ritrovandolo padre di una bimba, sostiene di dover portare via, ad Elena, non solo l'amante, ma anche la piccola al fine di offrire alla piccola una famiglia ricca e "in regola". Di fatto, la protagonista Livia, progettando la più grande delle vendette: il perdono! (l’accoglienza del marito - traditore - e della figlia di lui), e stimolando la composizione di una famiglia “illegittima”, pone a noi il suo tormento: “Voi che avete biasimato una figlia nata da un donna non moglie, non biasimerete una figlia che vive con una donna non madre!”.
Con “La ragione degli altri” compare per la prima volta una tematica costante in Pirandello: l'annullamento di sé per la felicità dell'altro, la cancellazione della propria personalità per la personalità degli altri, delle proprie ragioni per le ragioni degli altri.
Ambientato nella Roma d’inizio secolo, “La Ragione degli Altri” è il primo lavoro in tre atti dell’agrigentino; lavoro che risente pesantemente dell’ambiente culturale dell’epoca. E proprio in quell’ambiente, decisamente restio a tutte le novità che non siano celebrative del regime, Pirandello si “inserì” andando a scardinare la società italiana dal suo interno. Infatti, laddove il naturalismo metteva al centro della sua indagine “il fatto” qual era, Pirandello decentrando “il fatto”, metteva al centro della sua indagine le reazioni psicologiche dei personaggi.
Egli non aveva mai creduto in un teatro che intendesse impartire rigorose lezioni di politica e di morale, destinate a mutare le coscienze dello spettatore, ma soltanto in un teatro senza aggettivi, senza altra qualifica che se stesso. Per questo affidò proprio al teatro il tormento dell’uomo che vede intorno a sé una realtà in cui non è possibile comunicare, cioè fondare un vero rapporto di comunione di valori e verità tra due persone; soprattutto in una società fondata su convenzioni che si volevano eterne anche nell’ingiustizia e nell’errore.
CTV Centro Teatrale Viterbese
RAFFAELLO PRODUZIONI